Paolo Ceccacci

Ricominciare da zero virgola cinque

Castrazione chimica, Russia e disinformazione

Premesso che nessuno è immune dalla tentazione di reagire emotivamente, anche solo con veemenza verbale, a situazioni che possano mettere alla prova la sua sensibilità, rimane da dire che non dovrebbe essere mai lasciato spazio ad argomentazioni che sfruttino l’emotività e tralascino, invece, gli aspetti razionali, analitici ed empirici.

Quello che conta sono i fatti: dimostrabili, oggettivabili e che prescindano da idee, ideologie o atteggiamenti fideistici di qualsiasi colore e forma.

Gira da qualche giorno la notizia che la Russia abbia introdotto la castrazione chimica per i pedofili. Molti mi citano come fonte questo articolo di Italia-Notizie.it.

L’argomento è anche, e purtroppo, tanto caro alla Lega Nord e a Salvini che, ovviamente, ignorano (o fingono di ignorare) i fatti. Fatti che andrò subito ad illustrare.

Fatto: esiste un disegno di legge del 2011 e una relativa discussione avvenuta in quell’anno che, però, ancora non sembra aver portato a una legge specifica o, meglio, non riesco a trovarne traccia certa (se qualcuno è in possesso di informazioni più dettagliate è pregato di notificarmele). La castrazione chimica in Russia era comunque già presente e attualmente permette a tutti i condannati per i reati sessuali di veder ridotta la pena qualora, volontariamente, scelgano di adottarla. Nel caso la legge fosse passata implicherebbe soltanto l’obbligatorietà per i reati commessi sui minori eliminandone la natura volontaria.

Fatto: Italia-notizie.it riporta molte notizie non vere, disinformazione, affermazioni faziose e, nel caso specifico, indica come fonte “Informare per Resistere” e spero non sia in dubbio l’inattendibilità di tale sorgente di bufale.

Fatto: la castrazione chimica agisce inibendo chimicamente la produzione di testosterone o la sua azione, ma non la fantasia di violenza o il desiderio di compiere l’atto sessuale in se. Questo può portare allo spostamento dell’attenzione da un oggetto (o un’azione o una fantasia) a un altro. La violenza, non potendo realizzarsi sessualmente, viene perpretata con altri mezzi (violenza fisica) o strumenti (un oggetto come una lama o un bastone può far le veci del pene). Lo stesso moige ne parla e ne sconsiglia l’impiego.

Fatto: sebbene il trattamento farmacologico risulti efficacie sussiste un insuccesso del 10% dei trattamenti ed è efficace solo nei casi in cui sia il desiderio sessuale la predominante motivazionale. È stato rilevato che, invece, in tutti gli altri casi in cui il movente è di altra natura (rabbia, violenza, vendetta) va da sè che il trattamento farmacologico/chimico non ha assolutamente possibilità di avere successo.

Fatto: è difficile tenere sotto controllo chi eventualmente accetti di sottoporsi al trattamento. Negli Stati Uniti è stato rilevato come la maggiorparte dei condannati scelga questa soluzione soltanto per avere una riduzione della pena per poi seguire la prescrizione solo saltuariamente o interromperla.

Chiunque voglia controbattere o aprire un dialogo in questo senso è benvenuto, ma, per evitare flame (o di cadere nel ridicolo), consiglio:

  • di utilizzare una terminologia scevra da componenti emotive
  • argomentare quanto più tecnicamente possibile
  • informarsi bene e documentarsi prima di apparire come l’ennesimo infervorato di turno

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: