Paolo Ceccacci

Ricominciare da zero virgola cinque

Il Festival dell’Oriente? New-age made in Italy!

Mentre l’inaugurazione EXPO 2015 parte con tanto di proteste e atti vandalici compiuti dai dissennati che meriterebbero di dimorare lontano da ogni forma di civiltà, a Roma è in corso, per la seconda volta e per la seconda settimana, il Festival dell’Oriente che si svolge presso la nuova Fiera di Roma.
Giunti al parcheggio dell’ingresso nord della fiera di Roma vengono richiesti 5€ ai quali poi si aggiungeranno i 10€ a persona del costo del biglietto d’ingresso al festival.
Ci si aspetterebbe un contentino, un presente, anche simbolico, ma vabbé, è business, signori, pazienza.
Il festival ha luogo nei padiglioni 7, 8 e 9 della fiera. Percorso il chilometro che separa l’ingresso dal padiglione 9 si offre uno spettacolo di colori e profumi accattivanti.

L’affluenza è davvero notevole, ma la temperatura non è eccessiva, la musica dello spettacolo in corso sul palco fa da colonna sonora e si è pervasi dal profumo di cannella, coriandolo, curcuma, zenzero e cumino.
Tra spettacoli e balli ci si aggira tra i banchi che espongono i più svariati oggetti tipici (e meno) provenienti da culture un tempo ritenute esoteriche e distanti, ma che oggi, nel villaggio globale risultano certamente più familiari pur mantenendo gran parte del fascino originale.
Le spezie, ovviamente, la fanno da padrone sia tra i banchi sia come odori.

Le opzioni per degustare cibi orientali non mancano con i numerosi ristoranti presenti: dalla rappresentanza dello Sri Lanka a quella Egiziana, Indiana, Cinese, Thailandese e molte altre c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Io e la mia compagnia optiamo per qualche sfizio indiano e qualche pietanza dello Sri Lanka. Le code alla cassa sono lunghe, ma scorrevoli e il cibo è mediamente buono (ottima la samosa dello Sri Lanka).

Il colore e i profumi che avvolgono lo spettatore, però, lasciano ben presto spazio a ben altre sorprese poiché ben presto ci si imbatte nel primo contrasto stridente: un banco che espone e vende birra biologica artigianale, diversi stand vegani, offerte di gelato biologico e crêpes anch’esse biologiche!

A seguire si possono trovare stand per curarsi i chakra, per misurare l’energia, per l’acquisto di poltrone massaggianti e braccialetti rigorosamente “made in Italy“!
Giuro!

E come non menzionare l’haloterapia (il video gioco Halo c’entra qualcosa? Uhm… no)
Sale himalayano per tutti!
Di certo non mi faccio insegnare la medicina da popolazioni che campano meno e peggio della mia.

No, grazie.

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