Paolo Ceccacci

Ricominciare da zero virgola cinque

Quelli che Telethon

Stasera approdo, mio malgrado, ad un articolo di dubbio gusto dal titolo “Ma Telethon, finanzia la vivisezione?

Mi sarei aspettato la solita accusa di ricorso alla sperimentazione animale alla quale Telethon ha già fatto fronte con un articolo che spiega le ragioni della sperimentazione animale stessa, ma qui ci si spinge oltre.

Innanzitutto si insinua che, pubblicizzando Telethon, la RAI si trasformi in una “gestione privata”. Vorrei ricordare a Riccardo Oliva, che ha scritto l’articolo, che Telethon è una fondazione senza scopo di lucro riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica pertanto, pur rimanendo un soggetto del diritto privato, il suo scopo è di pubblica utilità quindi la RAI non subisce alcuna “gestione privata”.

Sempre il signor Oliva cita la ricerca scientifica definendola “la Santa Inquisizione della Ricerca che non accetta alcun contraddittorio”. E qui cade, invece, in una contraddizione in termini: la ricerca scientifica è sempre aperta al confronto, ma questo deve avvenire sullo stesso piano e, cioè, attraverso la revisione paritaria. Il confronto e il contraddittorio, anzi, sono proprio gli strumenti grazie ai quale la ricerca si confronta e si migliora, progredendo per il bene comune. Il fatto che esista l’eventualità che il signor Oliva non abbia gli strumenti conoscitivi per intraprendere un contraddittorio non significa che la ricerca scientifica se ne sottragga.

Passa poi, il nostro, a denigrare l’iniziativa e degli insuccessi “ormai conclamati che dovrebbero far capire che Telethon in una società normale dovrebbe essere in uno stato di totale situazione fallimentare”.  Gli insuccessi sono all’ordine del giorno quando si fa ricerca, ma ogni insuccesso porta a conoscere nuovi aspetti sull’oggetto della ricerca che, prima o poi, potrebbero portare a risultati concreti. Risultati che non si sono fatti attendere come è possibile constatare alla pagina I successi della ricerca di Telethon.

Passa, infine, a demonizzare A favore della Sperimentazione Animale e Pro Test, ma il gradino più basso lo raggiunge citando l’apparizione di “nuove Caterina Simonsen di turno (a proposito lo sapete che ha scritto un libro???), che con il respiratore in faccia e un dito medio bene in vista[…]”.

Non so che tipo di educazione abbia ricevuto il signor Riccardo Oliva e non so se volesse lasciar intendere che è uno di quelli che pensa che Caterina Simonsen sia un “personaggio pilotato” (purtroppo esistono tali infimi individui!), ma in nessuna società dovrebbe essere possibile offendere impunemente un malato.

Se Elena Livia Pennacchioni, direttore editoriale di Italiambiente, ha permesso che l’articolo in questione fosse pubblicato è altrettanto complice in questa stupida battaglia a suon di menzogne e inesattezze volute.

Questa è, signori miei, l’alternativa al razionalismo: la menzogna e l’attacco personale senza argomentazioni valide. Anzi, e purtroppo, è una delle tante. E questa è l’altra maratona che Telethon combatte silenziosamente #ognigiorno.

A proposito: a Natale, o in qualunque altro momento, regalate il libro di Caterina Simonsen: Respiro dopo respiro – La mia storia. Farete del bene a chi lo riceve in dono e alla ricerca.

E donate anche a Telethon!

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